Performance Art: La Ribot

 Nudità: lo stato di chi è nudo; l’aspetto del corpo non coperto dagli abiti – Diz. Corriere della Sera.

 

La Ribot

L’artista spagnola La Ribot (all’anagrafe Maria Ribot) utilizza il proprio corpo come espressione creativa per realizzare performance in cui la nudità assume ogni volta un nuovo significato. Guardando le sue esibizioni ci si rende conto di come la sua personalità rimanga un enigma nonostante lei sia completamente nuda, priva di ogni catena o preconcetto (oltre che di ogni vestito). In un modo tutto suo, riesce a dimostrare come si possa essere velati nonostante si appaia svelati agli occhi di molti.

 

Sembrerà una contraddizione ciò che ho detto ma non lo è, ed è forse proprio questo il bello di quest’artista. Per capirlo meglio ho selezionato delle sue esibizioni appartenenti al progetto intitolato DISTINGUE, che raccoglie 20 anni di attività:

In – Distingue N° 14 – La Ribot si esprime rappresentando l’utilizzo del corpo delle donne nudo e sfruttato per vendere. Guardatelo e poi provate a rispondere a queste due mie domande: Qual’è secondo voi l’oggetto in vendità, la sedia o il corpo femminile? Quando comprate un oggetto pubblicizzato da una donna svestita, quale oggetto state comprando realmente?

N°14 with Lois Keidan in London (1997)

 

Simpatico è invece – Dinstingue N° 26 – dove l’artista dipinge il proprio corpo muovendosi a ritmo di musica classica. Il risultato è una tela corporea bicolor (blu e rossa) del brano musicale. Che ne pensate?

N° 26 with Ion Munduate in San Sebastiàn (1997)

 

Se volete saperne di più, qui trovate diversi video delle sue esibizioni. Infine volevo segnalarvi un curioso sito: dance-tech.tv , che attraverso la propria piattaforma web si pone l’obbiettivo di costruire una community di nuovi artisti danzanti e non. La missione è quella di creare un portale che raggruppi tutti gli artisti che utilizzano i nuovi media e le nuove tecnologie per creare, promuovere e condividere i propri lavori.

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