Trip to London: Lo storico Rough Trade Shop e la tormentata MØ

Rough Trade London

Ho passato un po’ di giorni a Londra finendo all’O2 Arena per un concerto di Ellie Goulding (si è Pop, si mi piace, si ha spaccato, e si, ora non romperò più le scatole per andarla a sentire) sfruttando così l’occasione per far scorta di dischi nuovi-usati-punk-elettronici. Insomma ho aggiornato il mio background musicale con un po’ di London sound e vintage style, oltre che con quantità industriali di junk food. Grazie al consiglio di un amico sono finita al Rough Trade Shop, un negozio di dischi londinese fondato da Geoff Travis nel 1976 e legato alla scena Punk ’77 che in quel tempo fece la storia della musica partendo proprio dalla capitale britannica. Nel 1978Rough Trade divenne anche un’etichetta indipendente specializzata in Post Punk ed Alternative Rock tutt’oggi attiva (The Strokes, The Libertines, Babyshambles, Belle and Sebastian), allargandosi col tempo anche ad altri generi musicali come l’elettronica. Successivamente lo store si trasformò quindi in un punto di riferimento per dj cultori del buon vecchio vinile, appassionati di musica, musicisti che si esibiscono con dei Live In-Store, e punto di ritrovo anche solo per chi avesse voglia di fermarsi seduto a leggere un libro avendo come sottofondo della buona musica e come contorno gente che gironzola alla ricerca di perle musicali.

Tra l’altro un ringraziamento speciale a Vitto che mi ha ospitato, supportato e soprattutto SOPPORTATO anche quando spendevo un tempo infinito a scegliere dischi e lui senza farmelo sapere in realtà non ne poteva più. (So thanks for all)

Ora non vi farò un elenco dei vinili portati a casa (e della quantità di pounds spesi: troppi) però siccome mi sono ritrovata nel posto giusto al momento giusto, vi voglio rendere partecipi della storia di questa mia nuova scoperta musicale che proprio quel giorno (11 marzo) ha rilasciato il suo primo album di debutto intitolato No Mythologies to Follow: l’artista danese, giovane e tormentata.

Mo new album - No Mythologies to Follow

Siccome a me piace comprare dischi che non conosco andando un po’ alla “cazzo di cane”  lasciandomi guidare prevalentemente dai titoli delle tracce e dalle copertine, mai come in questo caso l’intuizione che questo disco contenesse qualcosa di angosciante fu più azzeccata: il retro della copertina di No Mythologies To Follow è interamente scritto a mano (compreso un lungo discorso al limite tra il sensato e l’insensato), e con tanto di foto in bianco e nero sgranata molto anni ’40 di una mano femminile poco curata che inquieta non poco. Ed infatti il sound del disco è un Electro-Pop lento che esprime cosa voglia dire oggi essere giovani, liberi, indipendenti, ubriachi e frustrati attraverso una voce apparentemente innocente quanto psicotica che tanto ricorda un’altra artista dalle sonorità simili: Grimes (guardatevi sto video se non la conoscete). Oppure le più famose Lorde Lana Del Rey.

Per concludere, No Mythologies To Follow è scritto interamente da Karen Marie Østed (a.k.a. MØ) e da Ronni Vindahl (produttore di Copenhagen), che avendo piena libertà artistica sono riusciti a fare uscire il vero lato oscuro, dark, di , un’artista che riesce a rendere inquietante persino una cover delle Spice Girls (il video lo trovate qui sotto), ed è un’artista di cui secondo me sentiremo molto parlare in futuro.

Vi lascio con il trailer del prossimo singolo Fire Rides, l’Official Video di Waste of Time, e ovviamente… Say You’ll Be There delle Spice Girls!

 

 

 

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